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Indivia riccia Silva

Foglie profondamente arricciate, colore verde brillante e un cuore che tende a schiarirsi naturalmente man mano che il cespo cresce: l'indivia riccia Silva è una delle varietà più apprezzate tra le indivie da orto familiare, apparentata botanicamente alla lattuga e alla cicoria (fa parte della famiglia delle Asteraceae, genere Cichorium). Il nome scientifico completo della specie è Cichorium endivia crispum, dove “crispum” indica proprio quella caratteristica arricciatura delle foglie che la contraddistingue dalla cugina scarola, dalle foglie lisce e più larghe.

Il cespo cresce eretto, con foglie allungate che si prestano bene alla legatura per favorire l'imbianchimento naturale del cuore. Il sapore è leggermente amarognolo, croccante, ideale come base per insalate miste o insalatoni più strutturati: un gusto che molti definiscono “più interessante” rispetto alla classica lattuga, proprio per quella nota amara che risveglia il palato.

La pianta dell' Indivia riccia Silva

La pianta di Silva ha un portamento eretto tipico delle indivie riccia, con un buon volume e un peso specifico consistente rispetto ad altre varietà simili. Le foglie sono numerose e ben chiuse tra loro, una caratteristica che favorisce un ottimo imbianchimento naturale del cuore, rendendolo più tenero e meno amaro rispetto alle foglie esterne più esposte alla luce.

Preferisce un clima fresco e teme le gelate più intense: la temperatura ideale di crescita si aggira tra i 15 e i 18°C, mentre sotto i -3°C la vegetazione si ferma e la pianta rischia danni seri. E' proprio questa buona tolleranza al freddo, unita a una scarsa resistenza all'umidità eccessiva, a renderla una coltura tipicamente autunno-invernale nei climi più miti.

Come seminare l' Indivia riccia Silva

La semina in pieno campo si effettua generalmente da luglio a fine settembre a seconda del periodo di raccolta desiderato, considerando che dalla semina alla raccolta passano indicativamente 3-4 mesi. In alternativa si può seminare in semenzaio, con trapianto dopo circa 20-30 giorni quando le piantine hanno sviluppato le prime foglie vere.

La profondità di semina è molto contenuta, attorno ai 2 millimetri, e non deve mai superare la dimensione del seme stesso. Se si semina a righe, la distanza consigliata tra un solco e l'altro è di 8-12 cm, con successivo diradamento delle piantine più deboli per lasciare spazio a quelle più vigorose.

Come coltivare l' Indivia riccia Silva

La Silva predilige un terreno sciolto ma fertile, ben dotato di sostanza organica: a differenza della scarola, l'indivia riccia si adatta bene anche a terreni tendenzialmente argillosi, purché sia garantito un buon drenaggio per evitare ristagni idrici, causa frequente di marciumi al colletto.

Le piantine vanno poste a circa 25-30 cm di distanza sulla fila, con file distanziate 30-40 cm tra loro, per garantire una buona aerazione e ridurre il rischio di malattie fungine legate all'umidità stagnante tra le piante. E' sconsigliato l'uso di azoto in fase di semina, che potrebbe deformare le giovani piantine: meglio sfruttare i residui di fertilità lasciati da colture precedenti come pomodoro o zucchine.

Quali accorgimenti adottare per l' Indivia riccia Silva

La raccolta avviene generalmente quando le temperature iniziano ad abbassarsi, con cespi pronti da giugno a novembre a seconda del periodo di semina scelto. Poco prima della raccolta si può procedere con l'imbianchimento: si legano le foglie con uno spago non troppo stretto in una giornata asciutta e ventosa, oppure si copre il cespo con un vaso di terracotta capovolto, per ottenere un cuore ancora più tenero, chiaro e meno amaro.

Una volta raccolta, l'indivia Silva si conserva in frigorifero per circa 15 giorni mantenendo intatte le sue qualità organolettiche, a patto di consumarla preferibilmente cruda per non disperdere le vitamine più sensibili al calore.

Malattie e parassiti dell' Indivia riccia Silva

L'indivia riccia si coltiva generalmente senza bisogno di trattamenti antiparassitari intensivi, ma va tenuta d'occhio la peronospora (Bremia), che si manifesta soprattutto nelle coltivazioni autunno-invernali con macchie clorotiche sulle foglie esterne e una caratteristica muffa biancastra sulla pagina inferiore. Il patogeno predilige temperature fresche tra 13 e 20°C con alta umidità.

Tra i parassiti, il problema più comune sono lumache e limacce, particolarmente attive nelle stagioni più umide. Una buona prevenzione passa da concimazioni bilanciate senza eccessi di azoto, un drenaggio curato e, se necessario, trattamenti rameici preventivi contro i funghi.

Proprieta dell' Indivia riccia Silva

Con appena 17 kcal per 100 g, l'indivia riccia Silva è un alimento a bassissimo contenuto calorico ma sorprendentemente ricco: contiene vitamina A, C e K, oltre a un buon apporto di ferro e sali minerali. Le fibre, tra cui l'inulina, contribuiscono a ridurre i livelli di colesterolo e glucosio nel sangue, dando all'ortaggio anche un blando effetto lassativo e saziante.

Il gusto amarognolo tipico delle foglie non è solo una questione di palato: le sostanze amare che lo determinano hanno proprietà aperitive e digestive, motivo per cui l'indivia riccia è tradizionalmente apprezzata come apertura di pasto in molte cucine regionali italiane.

Valori nutrizionali dell' Indivia riccia Silva (x 100 gr)

Valori nutrizionali medi per 100 g di prodotto fresco:

  • Calorie: 17 kcal
  • Proteine: 1.3 g
  • Grassi: 0.2 g
  • Carboidrati: 2.9 g
  • Fibre: 1.6 g
  • Vitamina C: 6.5 mg
  • Potassio: 380 mg