
Scopri la prestigiosa banca dei semi di cavolo
Con la sua forma a mignolo verde, fatta di decine di piccole teste che si arrampicano lungo un fusto alto anche un metro, il cavolo di Bruxelles (Brassica oleracea var. gemmifera) e forse il piu riconoscibile tra tutti i parenti della grande famiglia delle Brassicacee. Il nome non e casuale: la selezione di questa varieta viene fatta risalire proprio alle campagne intorno alla capitale belga, dove il clima fresco e umido del nord Europa ha premiato per secoli le piante capaci di tollerare bene il freddo.
A differenza del cavolo cappuccio o della verza, qui non si mangia una testa unica ma i piccoli germogli ascellari che spuntano numerosi lungo tutto lo stelo, ognuno una miniatura compatta di foglioline embricate, quasi un piccolo carciofo verde. In Italia resta un ortaggio di nicchia, spesso importato, ma chi lo prova nell orto scopre una pianta robusta e generosa, capace di resistere alle gelate di dicembre quando quasi tutto il resto e ormai fermo.
La pianta e biennale: nel primo anno forma una rosetta di foglie e poi lo stelo eretto, nel secondo, se lasciata in terra, produce una infiorescenza gialla. Il fusto puo superare il metro di altezza e lungo tutta la sua lunghezza, all ascella di ogni foglia principale, si sviluppano da 20 a 30 germogli commestibili, i cavolini veri e propri.
Le foglie che coronano la cima sono grandi, lobate e di un verde intenso, mentre i cavolini crescono dal basso verso l alto man mano che la pianta matura: e per questo che si raccolgono iniziando dalla base dello stelo. La radice e a fittone, con ramificazioni secondarie che possono scendere oltre i 50 centimetri, un ancoraggio solido che aiuta la pianta a reggersi nonostante l altezza.
La semina si fa in semenzaio, in contenitori alveolati, tra marzo e maggio per le produzioni piu precoci, arrivando fino a luglio-agosto per chi cerca una raccolta piu tardiva, magari da portare a tavola sotto Natale. Il periodo ideale, secondo molti coltivatori, cade proprio a giugno, un compromesso che permette al trapianto di avvenire con temperature ancora miti.
Le piantine vanno protette dal sole diretto delle ore centrali nei primi giorni, magari con una rete ombreggiante, e annaffiate con regolarita perche il terriccio dei semenzai tende ad asciugarsi in fretta. Si trapianta quando raggiungono i 20-25 cm di altezza o quando compaiono le prime due foglie vere, disponendo le piante a circa 50 cm sulla fila e 60 cm tra le file.
Il cavolo di Bruxelles ama un clima fresco e non tollera bene ne il caldo eccessivo ne i geli troppo intensi, pur reggendo temperature fino a circa 8 gradi meglio di molti altri cavoli. Un terreno fertile, ben drenato e arricchito con letame maturo o compost qualche settimana prima del trapianto da alla pianta le riserve che le servono per un ciclo lungo, che si estende in genere sui quattro mesi.
Le concimazioni azotate vanno dosate con attenzione: un eccesso di azoto rischia di produrre cavolini piccoli e poco compatti, aperti invece che sodi. Meglio puntare su un apporto equilibrato all impianto e lasciare che la pianta sviluppi con calma i suoi germogli, irrigando con regolarita soprattutto nella fase di ingrossamento.
La raccolta e scalare e parte dal basso dello stelo verso l alto, seguendo lo stesso ordine in cui i cavolini sono maturati. Si recidono quando raggiungono almeno 3 centimetri di diametro, ben sodi e compatti, con un coltello affilato per non danneggiare il fusto e i germogli ancora in crescita piu in alto.
Le varieta piu precoci danno i primi frutti gia ad agosto, mentre quelle tardive si raccolgono fino a dicembre, gelate permettendo: anzi, una breve gelata e spesso considerata un vantaggio, perche addolcisce il sapore dei cavolini rendendoli meno amari. Vanno poi cucinati cotti, mai crudi: al vapore, in padella o gratinati al forno, tradizionalmente conditi con un po di burro e talvolta una spruzzata di limone.
Come tutta la famiglia dei cavoli, anche il cavolo di Bruxelles puo essere bersaglio della cavolaia (le cui larve si contrastano bene con il bacillus thuringensis), degli afidi e dell altica, la pulce dell orto che rosicchia le foglie piu tenere. Non mancano le minacce piu insidiose come l ernia del cavolo, il marciume radicale e l oidio, favoriti da terreni troppo umidi o poco arieggiati.
Molti coltivatori preferiscono un approccio naturale: contro gli afidi si usano macerati di ortica o aglio, mentre il piretro naturale aiuta contro l altica. Una buona pratica preventiva e la consociazione con piante dall odore intenso come rosmarino, salvia, calendula e sedano, che tengono lontani diversi parassiti senza bisogno di trattamenti chimici, oltre alla rotazione colturale: i cavoli impoveriscono il terreno di azoto e non andrebbero ripiantati nello stesso punto per almeno due anni.
Il cavolo di Bruxelles e un piccolo concentrato di nutrienti: apporta buone quantita di vitamina C, vitamina A, ferro, fosforo, calcio e potassio, oltre a una discreta dose di fibra. Gli vengono riconosciute proprieta antiossidanti, disintossicanti e un azione benefica sulla regolarita intestinale, caratteristiche condivise del resto con gran parte della famiglia delle Brassicacee.
Il suo sapore, leggermente amarognolo da crudo, si addolcisce con la cottura e ancora di piu dopo una gelata, quando gli zuccheri della pianta si concentrano naturalmente. E un ortaggio tipicamente invernale, perfetto per arricchire la dieta nella stagione fredda quando la varieta di verdure fresche disponibili si riduce.
Ecco i valori nutrizionali medi del cavolo di Bruxelles crudo, riferiti a 100 grammi di prodotto: