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aglio bianco

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Aglio bianco

C'è un detto toscano che dice: chi vuole un bell'agliaio, lo pianti a gennaio. Poche piante da orto portano con sé tanta cultura popolare quanto l'aglio bianco, la varietà più diffusa e coltivata in tutta Italia. Il suo sapore deciso e la sua straordinaria capacità di conservarsi per mesi lo hanno reso un pilastro della cucina mediterranea, presente in quasi ogni piatto della tradizione.

Tra le tante forme di aglio bianco spicca l'Aglio Piacentino, la cultivar più diffusa, riconoscibile per il bulbo di grandi dimensioni e le tuniche bianco-argentate. Da questa varietà storica è stato selezionato l'aglio Serena, più tardivo e resistente alle virosi. Accanto ad esso si coltivano anche il Bianco Polesano, dalla forma regolare e compatta, già noto fin dall'Ottocento, e diverse selezioni certificate come l'Ottolini, ottenuto da piante risanate in vitro.

La pianta dell' Aglio bianco

L'Allium sativum è una pianta erbacea bulbosa perenne, originaria dell'Asia centrale (secondo altre fonti dell'Egitto o della Siria), che nei nostri orti viene coltivata come annuale. Il bulbo, o testa, è avvolto da una tunica protettiva bianco-argentata e racchiude al suo interno un numero variabile di spicchi, dai 6 fino a oltre 18 nelle forme più produttive.

Ogni spicchio, se interrato, dà origine a una nuova pianta grazie alla gemma che contiene: è questo il motivo per cui l'aglio non si semina da seme ma si propaga per bulbillo. Quando le condizioni lo permettono la pianta produce anche uno scapo floreale, chiamato in alcune zone bigolo, con un'infiorescenza a ombrello molto decorativa: nella maggior parte delle varietà viene reciso perché sottrae energie preziose al bulbo, ma in alcune cultivar che vanno naturalmente in fiore può essere raccolto e utilizzato in cucina, saltato in padella come contorno.

Come seminare l' Aglio bianco

L'aglio bianco si semina interrando i singoli spicchi, con la punta rivolta verso l'alto, a una profondità di circa 3-5 centimetri. Le finestre di semina sono due: quella autunnale, tra ottobre e dicembre, che sfrutta il freddo invernale per una migliore differenziazione dei bulbi, e quella primaverile, tra gennaio e marzo, utile nelle zone dagli inverni più rigidi.

Il sesto d'impianto consigliato è di 20-40 cm tra le file e 10-20 cm sulla fila, distanze che vanno leggermente aumentate se si affiancano varietà a bulbo particolarmente grande. Il terreno ideale è leggero, sabbioso e ben drenato: l'aglio non ama i ristagni idrici, che restano il suo vero punto debole, mentre tollera sorprendentemente bene il freddo intenso, resistendo anche a temperature fino a -15 gradi.

Come coltivare l' Aglio bianco

Una volta messo a dimora, l'aglio bianco richiede pochissime cure: è una coltura adatta anche a chi ha poco tempo da dedicare all'orto. Non necessita di irrigazioni frequenti, anzi un eccesso di acqua o di concimazione organica fresca può favorire marciumi radicali: meglio lavorare il terreno con compost maturo l'anno precedente la semina piuttosto che concimare al momento dell'impianto.

Durante il ciclo vegetativo bastano due sarchiature, utili a contenere le infestanti e ad arieggiare il terreno attorno ai bulbi in formazione. Il pH ideale è leggermente acido o neutro, tra 6 e 7. Nelle varietà che sviluppano lo scapo floreale, la sua recisione tempestiva concentra le energie della pianta sull'ingrossamento del bulbo, con un effetto misurabile sulla pezzatura finale.

Quali accorgimenti adottare per l' Aglio bianco

Il momento della raccolta arriva dopo circa 5-6 mesi dalla semina, generalmente tra giugno e luglio: il segnale più affidabile è l'ingiallimento e il piegamento delle foglie, che indica l'interruzione naturale dello scambio di sostanze tra la parte aerea e il bulbo. A questo punto i bulbi vengono estratti delicatamente dal terreno.

Dopo l'estrazione, l'aglio va lasciato asciugare al sole per uno o due giorni, poi conservato appeso in un luogo fresco, asciutto e ombreggiato, magari intrecciato nelle tradizionali trecce che ne facilitano la conservazione e l'areazione. Fatto correttamente, l'aglio bianco si conserva per molti mesi, spesso fino al raccolto successivo, una delle ragioni della sua popolarità rispetto alle varietà rosa o rosse.

Malattie e parassiti dell' Aglio bianco

L'aglio è generalmente una pianta rustica e resistente, tanto da essere impiegato spesso come repellente naturale a protezione di altre colture nell'orto. Il suo vero nemico resta l'acqua stagnante: nei terreni poco drenati può svilupparsi la ruggine, una malattia fungina causata da funghi del genere Puccinia, che si manifesta con pustole giallo-arancio sulle foglie.

Tra i parassiti animali va segnalata la mosca dell'aglio (Suillia lurida), le cui larve danneggiano i tessuti interni del fusto fogliare. La prevenzione migliore resta comunque agronomica: evitare ristagni, non eccedere con le concimazioni azotate e, se necessario, coltivare su bancali rialzati nelle zone più soggette a umidità.

Proprieta dell' Aglio bianco

L'aglio bianco deve il suo caratteristico odore pungente all'allicina, una sostanza solforganica che si libera al taglio o allo schiacciamento dello spicchio, dotata di riconosciute proprietà antibiotiche e cardioprotettive. Il consumo regolare di aglio è tradizionalmente associato a un contributo nella riduzione della pressione arteriosa e del colesterolo nel sangue.

Un piccolo trucco della tradizione popolare: masticare qualche foglia di prezzemolo dopo aver mangiato aglio aiuta a neutralizzare l'alito. Rispetto alle varietà rosa o rosse, l'aglio bianco ha un sapore più deciso ma una conservabilità generalmente superiore, il che lo rende la scelta preferita per chi vuole avere scorte disponibili tutto l'anno.

Valori nutrizionali dell' Aglio bianco (x 100 gr)

Ecco i valori nutrizionali medi dell'aglio fresco per 100 grammi di parte edibile:

  • Calorie: 149 kcal
  • Proteine: 6.4 g
  • Grassi: 0.5 g
  • Carboidrati: 33.1 g
  • Fibre: 2.1 g
  • Vitamina C: 31 mg
  • Potassio: 401 mg