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Il basilico genovese e la varieta piu celebre e coltivata di Ocimum basilicum, simbolo indiscusso della cucina ligure e ingrediente principe del pesto alla genovese. La coltivazione tradizionale e nata a Genova nel diciannovesimo secolo per poi diffondersi lungo tutta la fascia costiera della Liguria, dove il particolare microclima marino contribuisce a definire un aroma intenso e caratteristico, privo di quella nota di menta che invece si riscontra spesso nel basilico coltivato in altre zone. Il legame con il territorio e cosi forte da aver portato al riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta.
La pianta ha un'altezza da media a molto alta, con portamento espanso o cilindrico e una densita del fogliame intermedia, ne troppo rada ne troppo fitta. Le foglie sono di dimensioni medio-piccole, di forma ellittica od ovale, con superficie piatta o leggermente convessa, prive di bollosita marcate e con margini interi o con incisioni molto deboli. Il colore e un verde tenue e uniforme, e l'aroma che se ne ricava e intenso, aromatico, assolutamente privo di sentori mentolati.
La semina puo avvenire in semenzaio protetto durante quasi tutto l'anno, oppure direttamente in pieno campo in primavera quando le temperature si sono stabilizzate sopra i valori minimi critici, dato che il basilico e una pianta di origine tropicale che teme il freddo. Nella coltivazione tradizionale genovese la semina avviene a spaglio e ad alta densita, su terreno naturale reso soffice con lavorazioni meccaniche, senza l'uso di substrati artificiali che alterano il profilo aromatico caratteristico.
Il basilico genovese predilige temperature intorno ai 20 gradi e soffre particolarmente i ristagni di umidita, che favoriscono lo sviluppo della peronospora, un fungo molto dannoso per questa coltura. La coltivazione tradizionale prevede l'uso esclusivo di terreno naturale, mai substrati idroponici o artificiali, perche lo scambio biochimico tra le radici e il terreno ligure viene considerato essenziale per lo sviluppo del profilo aromatico tipico. In serra si mantiene una ventilazione costante per garantire il ricambio d'aria necessario a prevenire malattie fungine.
Nella coltivazione in pieno campo, tipica dell'uso industriale, si raccoglie generalmente la sola parte apicale della pianta, quella piu tenera e profumata, con raccolte che si concentrano tra giugno e settembre. Nella coltivazione protetta la raccolta puo avvenire durante tutto l'arco dell'anno grazie al controllo climatico degli ambienti. Il prodotto destinato al consumo fresco viene tradizionalmente raccolto e confezionato a mano nel tipico bouquet, mentre quello per la trasformazione alimentare segue una filiera dedicata alla produzione di pesto e altre specialita.
La principale minaccia per il basilico genovese e la peronospora, un fungo che prospera in condizioni di umidita eccessiva e scarsa ventilazione, capace di compromettere seriamente la coltura. La prevenzione passa attraverso la disinfezione del terreno con vapore acqueo, un approccio integrato durante la coltivazione e un controllo attento dell'irrigazione, descritta come una pratica delicata e cruciale su cui l'agricoltore deve vigilare costantemente per evitare ristagni idrici dannosi.
Il basilico genovese si distingue per un aroma intenso e inconfondibile, privo totalmente della nota di menta che spesso caratterizza altre varieta coltivate fuori dalla Liguria. E ricco di oli essenziali che ne definiscono la fragranza tipica, ed e l'ingrediente insostituibile del pesto alla genovese, ma trova impiego anche in moltissime altre preparazioni della cucina mediterranea, fresco o essiccato, per insaporire sughi, insalate e piatti a base di pomodoro.
Il basilico e un'erba aromatica a bassissimo contenuto calorico ma ricca di composti aromatici e micronutrienti. Valori nutrizionali medi indicativi per 100 grammi di foglie fresche: