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[2.000.000 SHU][C.Chinense] Questa varietà di peperoncino è considerato da tutti il più piccante al mondo. Piccoli peperoncini di color rosso e dalla forma piramidale, questi sono essiccati e posti in bustine salva freschezza richiudibili. Ogni bustina è di 15 grammi, di produzione propria (Lazio, Italy).
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Il peperoncino Carolina Reaper secco è il peperoncino più piccante certificato al mondo, appartenente alla specie Capsicum chinense. Selezionato da Ed Currie della PuckerButt Pepper Company incrociando un Naga Morich con un Habanero rosso, ha ottenuto il record Guinness nel 2013 con una media di circa 1.569.300 unità Scoville e picchi fino a 2.200.000 SHU.
Il cespuglio è compatto e vigoroso, con altezza di 80-100 cm in piena terra. Le foglie sono piccole e verde scuro, i fiori bianchi con centro verdastro si susseguono per tutta l'estate. I frutti hanno superficie rugosa e bitorzoluta, con la caratteristica coda appuntita all'apice.
Si semina in semenzaio riscaldato tra febbraio e marzo, mantenendo temperature costanti di 25-28°C: la germinazione è lenta e può richiedere 3-4 settimane. I semi vanno interrati a circa 0,5 cm in substrato leggero e ben drenato.
Il trapianto avviene da maggio, quando le temperature notturne restano sopra i 15°C. Predilige posizioni molto soleggiate e riparate dal vento, terreno fertile e ricco di sostanza organica, a 50-60 cm tra le piante.
Vista l'estrema piccantezza, è indispensabile maneggiare i frutti con guanti monouso, evitando ogni contatto con occhi e mucose. In climi freddi conviene la coltivazione in vaso per ripararla d'inverno, dato che si comporta come pianta perenne.
Come gli altri Capsicum chinense, può essere colpito da afidi, ragnetto rosso e mosca bianca, soprattutto in coltura protetta con ventilazione scarsa. Un buon drenaggio previene i marciumi radicali.
La capsaicina responsabile della piccantezza estrema ha proprietà termogeniche e stimola il metabolismo. Il peperoncino secco si utilizza in polvere, salse o estratti concentrati, data la potenza che richiede dosaggi minimi.