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Il basilico genovese viene coltivato soprattutto nel quartiere genovese Pra. È una varietà molto apprezzata in tutto il mondo per il suo profumo e viene utilizzato per la preparazione del pesto. Le foglie possono essere di piccole e medie dimensioni e hanno un colore verde intenso.
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Il basilico genovese è la varietà più conosciuta e coltivata in Italia, celebre soprattutto per la preparazione del tradizionale pesto alla genovese. Ha foglie larghe, lisce e di un colore verde brillante, con un profumo dolce e intenso che si sprigiona al meglio quando la pianta viene raccolta prima della fioritura. È la varietà di riferimento a cui vengono spesso paragonate tutte le altre tipologie di basilico.
L'Ocimum basilicum appartiene alla famiglia delle Lamiaceae, la stessa di menta e rosmarino. È una pianta annuale erbacea, con fusto eretto e ramificato, che può raggiungere 30-60 cm di altezza. Le foglie del basilico genovese sono ovali, carnose e leggermente bollose, disposte in modo opposto lungo lo stelo, e contengono oli essenziali come linalolo ed eugenolo responsabili del suo aroma caratteristico.
La semina del basilico genovese si effettua da marzo ad aprile in semenzaio protetto, oppure direttamente in campo da maggio quando le temperature notturne sono stabilmente sopra i 12°C, poiché la pianta è molto sensibile al freddo. Il seme va appena coperto con un sottile strato di terriccio, mantenendo il substrato umido: la germinazione avviene in genere in 7-14 giorni a una temperatura di circa 20-25°C.
Il basilico genovese predilige un terreno mediamente umido, ben drenato e ricco di sostanza organica, in posizione soleggiata ma riparata dai venti forti. Le annaffiature devono essere regolari, evitando ristagni idrici che favoriscono marciumi radicali. È consigliabile cimare regolarmente la pianta, asportando le cime fiorali, per stimolare la produzione di nuove foglie e prolungare la raccolta durante tutta l'estate.
Per ottenere foglie particolarmente aromatiche è bene raccogliere il basilico genovese nelle ore più fresche della giornata, preferibilmente al mattino, e utilizzarlo fresco poiché con l'essiccazione perde gran parte del suo profumo caratteristico. Una leggera concimazione organica ogni 3-4 settimane favorisce uno sviluppo fogliare rigoglioso senza compromettere l'intensità dell'aroma.
Il basilico genovese può essere soggetto a peronospora, una malattia fungina che si manifesta con macchie gialle sulla pagina superiore delle foglie e muffa grigiastra su quella inferiore, favorita da umidità elevata e scarsa ventilazione. Tra i parassiti più comuni figurano afidi e lumache, da tenere sotto controllo con un buon arieggiamento della coltura e trattamenti naturali.
Oltre all'uso in cucina per il celebre pesto, insalate e piatti a base di pomodoro, l'infuso di foglie di basilico genovese è tradizionalmente utilizzato per la sua leggera azione rilassante, utile in caso di ansia e difficoltà ad addormentarsi. La pianta contiene inoltre vitamine A, C ed E oltre a sali minerali e sostanze antiossidanti.