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Varietà di romana antica dal cespo compatto, pesante e di volume medio. Foglie di colore rosso, lisce e croccanti. Resistente alle basse temperature, si adatta al trapianto nel periodo primaverile e autunnale.
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Variante rossastra della classica lattuga romana, la lattuga romana rossa unisce la caratteristica forma allungata a costa robusta a una colorazione bronzea sulle foglie esterne, che si fa più intensa con l'esposizione al sole.
Appartiene alla specie Lactuca sativa var. longifolia, famiglia delle Asteraceae. Forma un cespo semi-chiuso allungato con foglie a nervatura centrale carnosa e margini che virano dal verde al rosso-bronzo a seconda dell'insolazione.
Si semina da febbraio a settembre in semenzaio o direttamente in pieno campo nei mesi più caldi, con trapianto a circa 30 giorni dalla nascita delle piantine.
Predilige terreni freschi, ricchi di sostanza organica e ben drenati; teme i ristagni idrici e il caldo eccessivo, che può favorire l'imbolsimento precoce e la fioritura anticipata.
La raccolta avviene circa 70-80 giorni dalla semina, quando il cespo ha raggiunto dimensioni adeguate; irrigazioni regolari e non eccessive favoriscono la croccantezza delle foglie.
Come le altre lattughe può essere soggetta a peronospora e botrite in condizioni di umidità elevata; afidi e lumache sono i parassiti più comuni da monitorare.
Ottima cruda in insalata per il contrasto cromatico con le foglie verdi, la colorazione rossastra è dovuta all'accumulo di antociani, pigmenti che si intensificano con le basse temperature.
Ricca di vitamina A e betacarotene tipici delle lattughe scure, la variante rossa apporta in più antociani ad azione antiossidante, assenti nelle cultivar verdi.
Per 100 grammi di prodotto, la lattuga romana rossa apporta circa 17 kcal, 1,4 g di proteine, 2,4 g di carboidrati, 0,2 g di grassi e 1,8 g di fibre. Buono l'apporto di vitamina A e folati.