
Scopri la prestigiosa banca dei semi di zucca
Conosciuta anche come "suca baruca" o "marina de Ciosa" nel dialetto veneto, la zucca marina di Chioggia e' uno dei simboli piu autentici dell'orticoltura della Laguna di Venezia. Il nome "marina" non ha nulla a che fare con il mare in senso letterale, ma deriva dai "marinanti", le famiglie che tradizionalmente si occupavano degli orti nella zona, distinte da quelle dedite alla pesca. Il frutto e' inconfondibile: grosso, tondo, schiacciato ai poli, con un caratteristico ombelico che ricorda un turbante e una buccia grigio-verde ricoperta di grosse bitorzolature.
Questa varieta ha una storia che affonda le radici nel Seicento, quando iniziarono le prime selezioni nelle terre bonificate attorno a Chioggia. Compare persino nella letteratura veneziana: Carlo Goldoni la cita nelle celebri "Baruffe Chiozzotte", dove un pezzo di zucca cotta scatena addirittura una lite tra i protagonisti. Fino agli anni '70 era un cibo quotidiano nelle case piu umili, venduta cotta al forno direttamente nelle calli di Chioggia.
La pianta ha un tralcio lunghissimo e un portamento rampicante-strisciante molto vigoroso, capace di occupare rapidamente ampie porzioni di terreno. Le grandi foglie svolgono anche una funzione utile di copertura per i terreni piu sabbiosi e poveri, tipici della zona lagunare veneta, contro cui questa varieta si e' storicamente dimostrata particolarmente rustica e adattabile.
Il peduncolo che sostiene il frutto e' un altro tratto distintivo: lungo, grosso e molto consistente, quasi legnoso a maturazione. La pianta ha esigenze termiche piuttosto elevate e teme il freddo, motivo per cui nella rotazione colturale tradizionale veneta la si fa seguire a un'ortiva a raccolta primaverile, come cipolle o radicchio precoce.
La semina si effettua tra aprile e maggio, quando il rischio di gelate tardive e' ormai scongiurato, interrando i semi a circa 1 cm di profondita, singolarmente in vasetto oppure a gruppi di 2-3 direttamente a dimora. Il sesto d'impianto tradizionale prevede 1,5 metri di distanza sulla fila e 2-3 metri tra le file, per dare alla pianta lo spazio necessario al suo sviluppo vigoroso.
Un accorgimento utile, mutuato dalla pratica orticola tradizionale, e' posizionare le giovani piante a ridosso di un cumulo di compost o materiale organico ben decomposto: le radici restano fresche e ombreggiate mentre fusto e foglie si sviluppano verso il sole.
Prima che gli steli arrivino a coprire completamente il terreno, sono necessarie un paio di sarchiature per eliminare le infestanti e arieggiare il suolo. La pianta beneficia di irrigazioni regolari, soprattutto nella fase di allegagione dei frutti, mentre in seguito tollera bene anche periodi di siccita grazie alla sua storica rusticita.
In condizioni favorevoli produce mediamente 2-3 frutti di grandi dimensioni per pianta. E' bene proteggere i frutticini giovani da ratti e galline, che possono danneggiare germogli e vegetazione se la coltivazione avviene in prossimita di aree rurali o pollai.
La raccolta e' rigorosamente manuale e avviene tra fine agosto e settembre-ottobre, quando la pianta cessa il suo sviluppo vegetativo e il gambo inizia a incrinarsi: e' questo il segnale piu affidabile di piena maturazione. Le zucche vanno staccate con cura, senza danneggiare il grosso peduncolo, che contribuisce a preservarne la conservabilita.
Grazie alla buccia spessa e bitorzoluta, questa varieta si conserva eccezionalmente bene per tutto l'inverno se riposta in un luogo fresco e asciutto — una qualita che l'ha resa per secoli un alimento fondamentale nei mesi piu freddi, quando gli altri prodotti dell'orto scarseggiavano.
E' una varieta considerata particolarmente resistente alle patologie comuni delle cucurbitacee, ma non e' del tutto immune: nei periodi caldo-umidi va tenuto sotto controllo l'oidio, con una gestione preventiva che privilegia la buona circolazione d'aria tra le piante.
Tra i parassiti, le lumache possono danneggiare le giovani piantine appena trapiantate, mentre va prestata attenzione al virus del mosaico del cetriolo, che si manifesta con foglie maculate e frutti deformati: le piante colpite andrebbero eliminate per evitare la diffusione.
La polpa, di colore arancio intenso, e' ricca di vitamina A e contiene discrete quantita di vitamina C, calcio, fosforo e potassio. E' un ortaggio rinfrescante e facilmente digeribile, con proprieta diuretiche e leggermente lassative, particolarmente indicato in diete ipocaloriche.
In cucina si distingue per la polpa spessa, turgida, farinosa e praticamente priva di fibrosita: una caratteristica che la rende la scelta d'elezione per gnocchi di zucca, ripieni di pasta fresca come tortelli e cappellacci, oltre a risotti, vellutate e minestroni. In Veneto viene anche cucinata "in saor", secondo l'antica tecnica di conservazione tipica della tradizione veneziana.
Ecco i valori nutrizionali medi indicativi per 100 grammi di polpa fresca: