Scopri la prestigiosa banca dei semi di valeriana
Quella che in cucina e nei negozi di sementi chiamiamo comunemente "valeriana" e in realta la valerianella (Valerianella locusta), conosciuta anche come songino, soncino, dolcetta, gallinella o formentino a seconda della regione. Si tratta di un'insalata da taglio dalle foglioline morbide, riunite in una piccola rosetta, con un sapore delicato e leggermente dolce che ricorda vagamente la nocciola. E' spesso confusa con la valeriana officinale usata in erboristeria per le sue proprieta rilassanti, ma le due piante, pur appartenendo alla stessa famiglia botanica, sono specie diverse: della valeriana officinale si usa la radice essiccata a scopo calmante, mentre della valerianella da orto si mangiano le foglie fresche in insalata.
La sua coltivazione come pianta da insalata risale addirittura al Neolitico, ed e oggi diffusissima in tutta Italia e in Europa, sia come coltura orticola che allo stato spontaneo lungo siepi, muretti e prati incolti. E' particolarmente apprezzata perche resiste bene al freddo, permettendo di avere insalata fresca nell'orto anche nei mesi invernali quando quasi nient'altro cresce.
E' una piccola pianta erbacea annuale, alta indicativamente tra i 5 e i 15-20 centimetri, con foglie semplici, lisce e di colore verde brillante disposte in una rosetta basale compatta. A seconda della varieta le foglie possono essere piu strette e allungate oppure piu tonde e larghe, con sfumature di verde leggermente diverse. Se lasciata a fiore, in primavera produce piccoli fiori bianco-azzurrognoli riuniti in infiorescenze a ombrella, ma per il consumo va raccolta ben prima di questa fase, quando le foglie sono ancora tenere.
E' una pianta rustica e poco esigente: si accontenta di terreni anche non particolarmente ricchi, purche ben drenati, e predilige posizioni ombreggiate o parzialmente ombreggiate, soprattutto nelle semine piu calde. Teme il caldo eccessivo, che ne favorisce la fioritura precoce e compromette la qualita delle foglie, mentre sopporta bene il freddo, arrivando a resistere fino a temperature di poco inferiori allo zero.
La semina si effettua generalmente da luglio a ottobre per le produzioni autunno-invernali, oppure a fine inverno per un secondo raccolto primaverile. I semi vanno interrati a una profondita molto ridotta, tra mezzo centimetro e un centimetro, sia a spaglio che in file distanziate di 15-20 centimetri: la semina in file rende piu semplice il controllo delle infestanti. La germinazione richiede una temperatura ottimale intorno ai 15 gradi e avviene in circa una settimana nelle semine estive, mentre puo richiedere piu tempo nelle semine tardo invernali.
Il ciclo colturale e piuttosto breve, circa 2-3 mesi dalla semina alla raccolta, il che la rende una coltura ideale per riempire spazi liberi nell'orto tra una coltura principale e l'altra.
Non richiede particolari concimazioni: nella maggior parte degli orti familiari si accontenta della fertilita residua lasciata dalle colture precedenti, mentre in caso di terreno povero puo bastare un apporto leggero di compost prima della semina. L'irrigazione deve essere regolare ma moderata, evitando ristagni: il terreno non deve mai seccarsi del tutto ma nemmeno restare costantemente bagnato, per non favorire marciumi.
Si adatta bene sia alla coltivazione in piena terra sia in vaso sul balcone, dove tra l'altro e piu protetta dalle lumache. Nei periodi piu freddi puo essere utile una copertura con tessuto non tessuto o un piccolo tunnel per proteggere le giovani piantine dal gelo intenso.
E' pronta per la raccolta quando la rosetta di foglie ha raggiunto circa 5-6 centimetri di altezza, prima che la pianta emetta lo stelo fiorale. Si raccoglie tagliando le foglie a circa un centimetro dal colletto, oppure prelevando l'intera rosetta con un coltello: tagliando solo le foglie e lasciando il colletto in loco, spesso la pianta ributta permettendo un secondo raccolto dallo stesso punto.
E' preferibile raccogliere nelle ore piu fresche della giornata, mattino presto o sera, in modo che le foglie non perdano turgore. Dopo la raccolta si conserva in frigorifero per alcuni giorni, meglio se avvolta in un panno leggermente umido o in un sacchetto forato.
Il nemico numero uno della valeriana da orto sono le lumache, particolarmente ghiotte delle sue foglie tenere: per tenerle lontane si possono usare barriere di cenere di legna, gusci d'uovo sbriciolati o trappole a base di birra interrate a filo del terreno. Anche le larve di alcuni lepidotteri minatori possono danneggiare le foglie, mentre le larve di maggiolino, piu insidiose perche restano nel terreno per anni, vanno contrastate soprattutto in fase di preparazione del terreno.
Tra le malattie fungine, la coltivazione in serra o in condizioni di umidita eccessiva e scarsa aerazione puo favorire marciumi e ruggini come quella causata da Aecidium valerianellae: una buona circolazione d'aria tra le piante e un'irrigazione mai eccessiva restano la miglior prevenzione.
Nonostante le dimensioni ridotte, le foglie di valerianella sono una fonte interessante di vitamina C e di folati (vitamina B9), oltre a contenere buone quantita di sali minerali. E' un'insalata molto digeribile, spesso consigliata anche a chi ha uno stomaco delicato, e il suo sapore dolce e delicato la rende gradita anche a chi normalmente non ama le insalate piu amare.
In cucina si consuma quasi sempre cruda, condita semplicemente con olio e limone o abbinata ad altri ingredienti in insalate miste, ma puo anche essere saltata brevemente in padella come le erbette o gli spinaci, mantenendo comunque una consistenza delicata.
Ecco i valori nutrizionali medi indicativi per 100 grammi di foglie fresche: