Scopri la prestigiosa banca dei semi di peperone
Chi ha girato per Napoli in estate lo conosce col nome dialettale Puparulillo ro ciumm, il peperoncino del fiume: il friggitello napoletano tenerello nasce e cresce tradizionalmente nella piana del fiume Sarno, tra Napoli e Salerno, dove si e' diffuso capillarmente in tutto il Sud Italia.
Nonostante il nome lo faccia sembrare un peperoncino, il friggitello e' in realta un peperone dolce e per nulla piccante: si consuma quando ancora leggermente acerbo, di un verde brillante intenso, fritto intero in padella secondo la tradizione popolare campana.
La pianta ha un portamento alto, e' molto ramificata e straordinariamente produttiva: da una singola pianta si possono raccogliere decine di frutti nel corso della stagione, rendendola una delle piu generose tra le tipologie di peperone coltivate nell'orto familiare.
Il frutto ha una forma conico-allungata semi-appuntita, con una lunghezza tipica intorno ai 12 cm e un colore verde brillante intenso. La polpa e' sottile, dall'aroma persistente e particolarmente apprezzata per la sua elevata digeribilita, molto piu marcata rispetto ai peperoni a polpa spessa.
La semina si effettua in ambiente protetto, generalmente a partire dalla tarda inverno-inizio primavera, dato che i semi richiedono tempo per germinare e le piantine necessitano di luce, calore e un fertilizzante liquido di media potenza per svilupparsi correttamente.
Il trapianto avviene da marzo in serra e da aprile a luglio in pieno campo, quando le temperature esterne sono stabilmente superiori ai 10°C per almeno una settimana, con le piantine interrate qualche centimetro piu in profondita rispetto al livello di germinazione.
Il terreno ideale e' sciolto, fertile e di medio impasto, esente da ristagni d'acqua e ben dotato di sostanza organica, con pH tendenzialmente acido. Questa pianta ha elevate esigenze in fosforo, potassio e magnesio, elementi da garantire con una concimazione organica di base.
Le distanze di impianto consigliate sono di 40-50 cm sulla fila e 60-100 cm tra le file, per permettere un'adeguata circolazione d'aria. Essendo una pianta alta e ramificata, spesso beneficia di un tutoraggio leggero per sostenere il peso della fitta produzione di frutti.
La raccolta si concentra tra luglio e settembre, quando i frutti hanno raggiunto il colore verde brillante caratteristico ma sono ancora leggermente acerbi, il momento ideale per la loro preparazione tradizionale.
Il metodo di consumo piu classico e' la frittura intera in olio d'oliva, senza impanatura, lasciando un piccolo moncone di picciolo che serve poi per afferrarli e mangiarli direttamente con le mani, spruzzati di sale, spesso accompagnati da patate fritte nello stesso olio.
Come tutti i peperoni, il friggitello puo essere soggetto ad oidio e marciumi radicali in condizioni di ristagno idrico o umidita eccessiva. Una buona aerazione tra le piante, garantita dalle giuste distanze di impianto, aiuta a prevenirli.
Tra i parassiti piu comuni figurano afidi e ragnetti rossi. Alcune selezioni piu moderne di questa tipologia sono state migliorate anche per la resistenza alle virosi, un vantaggio importante per la coltivazione estiva in pieno campo.
Il friggitello napoletano si distingue per l'elevata digeribilita, grazie alla polpa sottile e alla buccia delicata: caratteristiche che lo rendono uno dei peperoni piu leggeri da digerire tra tutte le varieta coltivate.
Come tutti i peperoni dolci, e' ricco di vitamina C e di antiossidanti, con un apporto calorico molto contenuto. In cucina resta un piatto identitario della tradizione campana, spesso servito come antipasto o contorno nelle calde sere d'estate.
Valori nutrizionali medi del peperone verde per 100 g di parte edibile: