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Bulbillo o spicchio di Aglione di Valdichiana pronto da coltivare
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Come gia accennato, il bulbillo (o spicchio) di Aglione di Valdichiana e pronto per essere messo subito a dimora nell'orto. L'Aglione, il cui nome botanico e Allium ampeloprasum var. holmense, e un ortaggio antico e affascinante, fortemente legato al territorio toscano della Val di Chiana, tra le province di Arezzo, Siena e Perugia. Non va confuso con l'aglio comune (Allium sativum): si tratta infatti di una specie botanica distinta, piu vicina al porro, tanto che in inglese viene chiamato elephant garlic, ovvero aglio elefante, per via delle dimensioni davvero generose del suo bulbo.
Botanicamente appartiene al gruppo Allium ampeloprasum, lo stesso del porro, ed e per questo che il suo sapore risulta molto piu delicato e meno pungente rispetto all'aglio tradizionale, con una digeribilita superiore dovuta anche all'assenza di alliina nei tessuti. Il bulbo, di colore bianco tendente all'avorio, puo raggiungere dimensioni sorprendenti, arrivando anche a 800 grammi di peso, ed e composto da un numero ridotto di spicchi molto grandi, generalmente cinque o sei, disposti a corona attorno al fusto.
Si tratta di una geofita perennante, coltivata come pianta annuale nell'orto domestico: trascorre la stagione avversa sotto forma di bulbo sotterraneo, pronto a riprendere la vegetazione nel periodo favorevole. E un prodotto storico, inserito tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali (P.A.T.) della Toscana, celebre soprattutto per i pici all'aglione, piatto tipico della cucina della Valdichiana.
La semina dei bulbilli avviene tradizionalmente tra ottobre e novembre, selezionando gli spicchi esterni piu grandi e sodi, privi di muffe, separati dal bulbo poco prima della messa a dimora. Vanno interrati con l'apice rivolto verso l'alto e la base verso il basso, a una profondita di 5-6 centimetri. La propagazione avviene esclusivamente per via vegetativa attraverso i bulbilli, poiche l'aglione non produce seme fertile nelle normali condizioni colturali.
Predilige terreni sciolti, sabbiosi, ben drenati e con pH neutro, tendenzialmente tra 6 e 7, ricchi di sostanza organica e con bassa salinita. Una posizione soleggiata favorisce lo sviluppo ottimale del bulbo. Una pacciamatura leggera con paglia o cippato fine, spessa 2-3 centimetri, aiuta a mantenere l'umidita del terreno e a contenere le infestanti.
La pianta resiste bene al freddo, anche se predilige un clima temperato, e segue un ciclo colturale simile a quello dell'aglio comune. La raccolta avviene tipicamente in estate, quando la parte aerea inizia a seccarsi, seguendo gli stessi tempi e segnali del classico aglio da orto.
Vista la dimensione generosa dei bulbi e degli spicchi, e importante garantire una distanza adeguata tra le piante per permettere un pieno sviluppo del bulbo sotterraneo. Un terreno troppo compatto o argilloso va evitato o corretto con sabbia e materia organica, poiche l'aglione predilige suoli sciolti e ben areati per crescere senza ostacoli.
Come gli altri membri del genere Allium, l'aglione puo essere soggetto a marciumi radicali in caso di ristagni idrici prolungati, per cui un buon drenaggio del terreno resta la miglior forma di prevenzione. Occasionalmente puo essere attaccato da tripidi o nematodi del terreno: una rotazione colturale regolare, evitando di ripiantarlo nello stesso punto per diverse stagioni consecutive, aiuta a mantenere la coltura sana.
Grazie alla ridotta presenza di alliina e dei suoi derivati solforati, l'aglione risulta molto piu digeribile dell'aglio comune, pur mantenendo un aroma gradevole e caratteristico. E tradizionalmente apprezzato in cucina per insaporire i piatti senza risultare invadente, e viene considerato un prodotto di nicchia in forte espansione, oggi riscoperto da aziende agricole locali che ne tutelano la coltivazione tradizionale nella Valdichiana.