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Semi di una pianta precoce e abbastanza vigorosa, tale specie produce lunghi steli con foglie di medie dimensioni di colore verde scuro. Per un corretto consumo tale specie deve essere raccolta prima che inizi la fioritura. Dalla semina alla raccolta, la sessantina impiega all’incirca 60 giorni.
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La cima di rapa sessantina è la varietà classica semi-tardiva, che impiega circa 60 giorni dalla semina alla raccolta. Va raccolta prima che inizi la fioritura ed è meno precoce di altre varietà, ma più voluminosa, con un sapore pungente e gradevole.
Il nome botanico è Brassica rapa subsp. sylvestris, appartenente alla famiglia delle Crucifere (Brassicacee). È una pianta erbacea annuale, tipica delle coltivazioni mediterranee, che prende il nome dalla durata del proprio ciclo colturale, appunto sessanta giorni circa.
Le radici si sviluppano abbastanza in superficie e sono piuttosto simili tra loro (fascicolate), soprattutto nelle piante sottoposte a trapianto. La cima di rapa non tollera il freddo intenso: cessa l'attività vegetativa a 5°C e muore con temperature vicine allo zero.
La semina si effettua a dimora da luglio a ottobre, interrando i semi a circa mezzo centimetro di profondità in un terriccio soffice e ben drenato. La distanza consigliata è di 25-30 centimetri tra le file e 15-20 centimetri sulla fila. Nelle regioni settentrionali si consiglia di anticipare la semina, tipicamente in agosto, per completare il ciclo prima dei grandi freddi.
La cima di rapa sessantina predilige un terreno sciolto, con pH medio tra 6 e 7, in posizione soleggiata e ben arieggiata. Le annaffiature vanno mantenute regolari, evitando i ristagni idrici che favoriscono lo sviluppo di malattie fungine.
La raccolta va effettuata quando i fiori sono ancora chiusi, tagliando le foglie a pochi centimetri dalla radice: in questo modo la pianta si riforma e, se le condizioni climatiche lo consentono, sviluppa germogli laterali che emettono infiorescenze secondarie raccoglibili una seconda volta.
Trattandosi di una pianta che getta rapidamente se cimata, è importante tagliare le infiorescenze prima che i fiori si aprano, per prolungare la produttività della pianta e ottenere raccolti scalari. Nel Nord Italia è opportuno programmare la coltivazione in modo da concluderla prima dell'arrivo dei grandi freddi.
Come le altre Brassicacee, può essere soggetta ad attacchi di cavolaie e altafidi, contrastabili con trattamenti a base di Bacillus thuringiensis e macerati naturali di aglio o ortica. È importante evitare i ristagni idrici, che favoriscono marciumi radicali e malattie fungine come la peronospora.
La cima di rapa sessantina è ricca di vitamina C, fibre, calcio e sali minerali, con un basso apporto calorico che la rende ideale in una dieta equilibrata. È un ingrediente tradizionale della cucina pugliese, ottima bollita o ripassata in padella.