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Si tratta di semi di una varietà dalla caratteristica forma ovale e con l’apice leggermente appuntito. La buccia è spessa e ha un colore rosso scuro ma conservandoli il colore del “piennolo” (dal dialetto "pendolo") tende a scurire. Hanno un sapore intenso e una forte resistenza dovuta principalmente alla consistenza della buccia e all'alta concentrazione di zuccheri.
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Il pomodoro piennolo del Vesuvio rosso è il celebre pomodorino DOP delle pendici vulcaniche campane, dalla buccia spessa e resistente che ne permette la conservazione appeso per mesi.
Appartiene alla specie Solanum lycopersicum, famiglia Solanaceae. Pianta indeterminata rustica, tradizionalmente coltivata sui terreni vulcanici del Vesuvio senza irrigazione.
Si semina in semenzaio riscaldato tra febbraio e marzo; trapianto in piena terra da aprile-maggio, in terreni ben drenati.
Coltivazione tradizionalmente in asciutto (senza irrigazione), sfruttando la fertilità dei terreni vulcanici; tutoraggio leggero.
I piccoli frutti tondi, di 20-30 g, si raccolgono a grappolo e si intrecciano nei tipici 'piennoli' per la conservazione invernale.
Varietà molto rustica grazie alla buccia spessa, resistente a marciumi e a molte fisiopatie tipiche del pomodoro.
Perfetto per il famoso sugo del piennolo e per il consumo fresco anche a distanza di mesi dalla raccolta, grazie alla buccia protettiva.
Ricco di licopene concentrato dalla scarsa componente acquosa, il pomodoro piennolo ha proprietà antiossidanti notevoli, riconosciute anche a livello DOP.