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La Portulaca grandiflora e una pianta erbacea annuale originaria delle zone semi-desertiche del Sud America, molto amata per la fioritura scenografica e prolungata. I fiori a forma di coppa, semplici o doppi, si aprono al mattino e si chiudono al tramonto, regalando un tappeto di colori vivaci da maggio a ottobre. E una scelta ideale per chi cerca una pianta facile, resistente e adatta anche ai terreni poveri.
Appartiene alla famiglia delle Portulacaceae ed e caratterizzata da fusti prostrati o leggermente eretti, alti non oltre 20 cm, ricoperti di foglie carnose e aghiformi lunghe circa 2 cm. I fiori, larghi 2,5-4 cm, sbocciano numerosi lungo tutta la stagione calda nei colori bianco, giallo, arancio, rosa e rosso.
Grazie alle foglie succulente la pianta resiste bene a brevi periodi di siccita, caratteristica che la rende perfetta per giardini rocciosi, bordure e vasi in pieno sole.
La semina si effettua da febbraio a aprile in semenzaio protetto, oppure direttamente a dimora da maggio quando le temperature sono piu miti. I semi vanno distribuiti in superficie e coperti appena, senza interrarli troppo: germinano meglio se esposti alla luce, con temperature comprese tra 18 e 22 gradi.
Preferisce un terreno leggero, ben drenato, anche povero di nutrienti, e una posizione in pieno sole per garantire una fioritura abbondante. Le annaffiature vanno fatte con regolarita ma senza eccessi, lasciando asciugare il terreno tra un'irrigazione e l'altra.
La fioritura si rinnova continuamente da giugno a ottobre; non serve rimuovere i fiori appassiti, la pianta continua comunque a produrne di nuovi con grande vigore.
In vaso e particolarmente adatta a balconi e terrazzi molto soleggiati, dove la sua natura ricadente crea un bell'effetto tappezzante. Evitare ristagni idrici, che sono la causa principale di marciumi radicali, e prediligere sempre substrati drenanti tipo quelli per piante grasse o gerani.
E una pianta rustica poco soggetta a malattie. Il rischio principale e rappresentato da marciumi radicali dovuti a terreni troppo compatti o irrigazioni eccessive; occasionalmente puo essere attaccata da afidi nelle prime fasi vegetative.
Il nome scientifico deriva dal latino "portulla" (piccola porta), riferito al modo in cui la capsula del seme si apre per liberare i piccoli semi contenuti. E una pianta soggetta ad autosemina spontanea, tanto che spesso ricompare da sola l'anno successivo nello stesso punto in cui era stata coltivata.