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Chiude la nostra rassegna delle varieta di finocchio il Finocchio tardivo pontino, una cultivar medio-tardiva che si distingue soprattutto per le dimensioni generose del grumolo: enorme, bianco puro e non troppo fibroso, con un sapore che gli orticoltori descrivono spesso come particolarmente saporito rispetto ad altre varieta della stessa fascia di maturazione.
Il nome richiama la zona dell'Agro Pontino, area del Lazio storicamente vocata all'orticoltura, dove questo tipo di cultivar ha trovato terreno fertile sia in senso letterale che commerciale.
La pianta presenta un fogliame moderatamente denso, di colore verde chiaro, ben diverso dal verde intenso di altre cultivar piu precoci. Il grumolo, decisamente voluminoso, si distingue per il colore bianco puro e per una fibrosita contenuta, caratteristica che ne preserva la piacevolezza al palato anche nelle pezzature maggiori.
Questa combinazione di grandi dimensioni e polpa non troppo fibrosa non e scontata: spesso i finocchi piu grandi tendono a sviluppare guaine piu coriacee, mentre il pontino riesce a mantenere un buon equilibrio tra volume e qualita gustativa.
Si semina generalmente tra luglio e agosto, per una raccolta che arriva a dicembre: un ciclo medio-tardivo che lo colloca tra le cultivar autunno-invernali, pensate per garantire prodotto fresco proprio nei mesi piu freddi dell'anno.
Come tutte le varieta di finocchio da orto, predilige un terreno di medio impasto, fresco e ben lavorato, capace di sostenere lo sviluppo prolungato del grumolo fino al raggiungimento delle sue dimensioni caratteristiche.
Il fogliame moderatamente denso di questa cultivar richiede comunque un'esposizione soleggiata per uno sviluppo regolare del grumolo, insieme a irrigazioni costanti soprattutto nella fase di ingrossamento, quando la pianta necessita di piu risorse per sostenere la crescita di un grumolo di dimensioni cosi generose.
Data la lunga permanenza in campo tipica del ciclo medio-tardivo, conviene mantenere una gestione attenta delle infestanti e praticare rincalzature regolari, cosi da preservare il colore bianco puro del grumolo fino al momento della raccolta.
La raccolta si concentra generalmente a dicembre, quando il grumolo ha raggiunto le sue dimensioni tipiche, decisamente generose rispetto a molte altre cultivar. Si procede con la consueta tecnica: si scalza la base per verificare lo sviluppo, poi si tagliano le radici e si rifiniscono foglie e fusti.
Grazie alla ridotta fibrosita anche nelle pezzature maggiori, il pontino mantiene una buona qualita gustativa anche quando il grumolo raggiunge dimensioni importanti, un vantaggio non scontato tra le varieta a grande pezzatura.
Come le altre cultivar autunno-invernali, il pontino resta sensibile ai ristagni idrici, particolarmente rischiosi durante la lunga permanenza in campo che caratterizza il suo ciclo medio-tardivo: un buon drenaggio del terreno resta essenziale.
La gestione delle infestanti e importante quanto la difesa da lumache e parassiti tipici dei periodi piu umidi, soprattutto considerando i tempi prolungati di coltivazione che espongono la pianta a un maggior numero di variabili climatiche.
Come tutti i finocchi da orto, anche il pontino offre un ortaggio povero di grassi, ricco di fibre e di acqua, con le consuete proprieta digestive e il blando effetto diuretico che caratterizzano l'intera specie.
Grazie alla grande pezzatura e alla polpa non troppo fibrosa, si presta particolarmente bene a preparazioni che richiedono fette generose: ottimo gratinato al forno, brasato come contorno robusto, ma anche crudo per chi preferisce apprezzarne il sapore saporito senza cottura.
Valori nutrizionali medi per 100 g di prodotto fresco: