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Varietà di broccoli tipica della zona laziale. Il periodo di semina di questa varietà è da luglio ad ottobre e quello della raccolta è da novembre a febbraio. Ha numerose proprietà nutrizionali ed è ottimo per zuppe e minestre.
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Il broccolo romanesco San Giuseppe è una varietà tardiva, tipica del territorio laziale, che si raccoglie dopo circa 140-145 giorni dal trapianto — periodo che coincide tradizionalmente con la festività di San Giuseppe, da cui prende il nome. Si distingue per la caratteristica infiorescenza piramidale, composta da tante piccole rosette a spirale disposte in un ordine geometrico quasi perfetto.
Il nome botanico è Brassica oleracea var. italica, appartenente alla famiglia delle Crucifere (Brassicacee). La pianta è vigorosa, a portamento eretto, con fogliame di colore verde-bluastro e buona resistenza al freddo, sia della pianta sia del corimbo. L'infiorescenza, di colore verde brillante e uniforme, è in realtà un insieme di tante piccole infiorescenze (dette frattali) riunite in un unico grumolo compatto.
La coltivazione del broccolo romanesco nel Lazio risale a tempi antichissimi, con testimonianze che arrivano fino all'epoca romana: era già apprezzato da Catone e Plinio il Vecchio come alimento genuino e salutare.
Le piantine vengono trapiantate in pieno campo ai primi di ottobre, trattandosi di una varietà tardiva. Il sesto d'impianto prevede file singole distanziate tra loro di circa 1-1,2 metri, con una distanza di circa 60 centimetri tra una pianta e l'altra lungo la fila.
Prima del trapianto è opportuno eseguire un'aratura profonda 40-50 centimetri, seguita da estirpatura e fresatura. L'irrigazione va effettuata a pioggia con turni di 10-15 giorni, mentre la concimazione si esegue circa 30 giorni dopo il trapianto. I trattamenti fitosanitari, se necessari, si limitano generalmente a 1-2 interventi durante l'intero ciclo colturale.
La raccolta, eseguita manualmente, va effettuata quando la testa è grossa, priva di macchie scure e con le foglie esterne croccanti e aderenti.
Essendo una varietà tardiva, va programmato con attenzione il periodo di trapianto in ottobre per far coincidere la raccolta con il periodo di San Giuseppe. La buona resistenza al freddo del corimbo la rende una scelta affidabile per le coltivazioni autunno-invernali tipiche della campagna romana.
Come le altre Brassicacee, può essere soggetto ad attacchi di cavolaie e afidi, contrastabili con trattamenti a base di Bacillus thuringiensis e macerati naturali di aglio o ortica. È importante evitare i ristagni idrici, che favoriscono marciumi radicali e malattie fungine come la peronospora.
Il broccolo romanesco San Giuseppe è ricco di antiossidanti, vitamina C, fibre e carotenoidi. Il succo veniva tradizionalmente utilizzato per usi terapeutici come antianemico, emolliente, diuretico e depurativo. Studi recenti hanno evidenziato come il sulforafano contenuto nei broccoli possa contribuire a contrastare l'invecchiamento cellulare.