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Tipica dei castelli romani, questa varietà di pomodoro ha una forma variabile ma prevalentemente rotonda e un po' schiacciata ed è di colore rosso acceso quando raggiunge la massima maturazione. Ideali per preparare sughi e passate, hanno un gusto dolce e delicato.
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Il pomodoro casalino antica selezione, chiamato anche "spagnoletta", è una varietà tipica dei Castelli Romani, molto diffusa a Roma e nel Lazio. I frutti hanno una forma schiacciata e irregolare, con arricciature caratteristiche, e raggiungono un colore rosso acceso a piena maturazione. Il gusto è dolce e delicato, ideale per preparare sughi e passate della tradizione laziale.
La pianta è robusta e ramificata, con un'altezza variabile tra i 150 e i 200 cm e una buona copertura fogliare. Le foglie sono di colore verde scuro, lobate e leggermente pelose. I fiori, di colore giallo, si raggruppano in infiorescenze a grappolo. I frutti, dalla buccia sottile e liscia, hanno una polpa compatta e aromatica con pochi semi, spesso con una leggera spalla verde.
La semina si effettua da febbraio a marzo, in semenzaio al coperto o in serra riscaldata, utilizzando un terriccio soffice e fertile, ben drenato e umido. I semi si distribuiscono a spaglio o in file distanziate di 10-15 cm, coprendoli con un sottile strato di terriccio. Si mantiene una temperatura costante di 18-20°C, annaffiando regolarmente con acqua tiepida. Il trapianto in pieno campo avviene tra aprile e maggio, quando le piantine hanno raggiunto 10-15 cm di altezza e sviluppato almeno 4-5 foglie vere.
Il pomodoro casalino predilige un terreno ben lavorato, fertile e drenato, in posizione soleggiata. Le annaffiature devono essere regolari ma moderate, evitando ristagni idrici. Man mano che la pianta cresce è utile sostenerla con tutori o gabbie, legandola con delicatezza. La raccolta avviene generalmente da luglio a settembre, quando i frutti hanno raggiunto la piena colorazione rossa.
Per una coltivazione di successo si consiglia di evitare le rotazioni con altre solanacee (patate, melanzane, peperoni), privilegiare una concimazione ricca di potassio rispetto all'azoto, ed eliminare regolarmente i germogli ascellari e le foglie basali o malate. Irrigare evitando di bagnare le foglie aiuta a prevenire numerose malattie fungine.
Come molte varietà di pomodoro, il casalino può essere soggetto ad alternaria, peronospora e oidio, soprattutto in condizioni di umidità elevata. Tra i parassiti più comuni figurano afidi, tute assoluta e ragnetto rosso. Trattamenti preventivi a base di rame e un'adeguata rotazione colturale aiutano a ridurre il rischio.
Grazie alla sua polpa saporita, il pomodoro casalino è perfetto per sughi, passate e conserve della tradizione laziale. Viene anche apprezzato "a mezzo", grigliato o al forno con aglio, prezzemolo e olio extravergine di oliva, secondo la ricetta tipica della cucina romana.