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Varietà che si conserva a lungo anche dopo colta; i suoi frutti, riuniti in grappoli, hanno la caratteristica forma allungata del dattero e, come questo, sono molto dolci al palato. La buccia sottile e rossa racchiude una polpa quasi priva si semi.
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Il pomodoro datterino l'originale è la varietà storica a frutto allungato che ha dato origine al tipo datterino, con bacche piccole, dolcissime e dalla polpa soda tipica dei pomodori pugliesi.
Appartiene alla specie Solanum lycopersicum, famiglia delle Solanaceae. Pianta indeterminata, molto produttiva, con grappoli lunghi e numerosi frutti.
Si semina in semenzaio riscaldato tra febbraio e marzo, con temperatura del terreno tra 20 e 25°C; il trapianto in pieno campo avviene tra aprile e maggio.
Predilige un'esposizione molto soleggiata e terreni fertili e ben drenati; richiede tutoraggio robusto per sostenere i lunghi grappoli e irrigazioni regolari per lo sviluppo della dolcezza tipica.
La raccolta è scalare da luglio a settembre, preferibilmente a grappolo intero quando i frutti raggiungono il colore rosso vivo uniforme.
Può essere soggetto a peronospora e marciume apicale in condizioni di irregolarità idrica; rotazione colturale e buona ventilazione aiutano a prevenire le principali fitopatie.
La polpa dolce e soda lo rende perfetto per il consumo fresco in insalate, ma è anche molto apprezzato per sughi rapidi e conserve grazie alla concentrazione di zuccheri.
Ricco di licopene, vitamina C e potassio, il pomodoro datterino ha proprietà antiossidanti che favoriscono il benessere generale dell'organismo.