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Varietà di forma ovoidale, caratterizzata da macchie e strisce bianche su lunghe foglie rosse. Ideale per essere consumata cruda in insalata o cotta in zuppe e risotti.
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Considerato il "principe" o il "fiore d'inverno" di Treviso, il radicchio tardivo IGP è la cicoria più pregiata e ricercata di tutto il Veneto. A differenza del precoce, deve la sua unicità a un lungo e accurato processo produttivo che include la forzatura in acqua, capace di trasformare foglie verdi in un cuore rosso vinoso, dolce e croccante.
Appartiene alla specie Cichorium intybus, famiglia delle Asteraceae. Si presenta con foglie lunghe e affusolate, radici ingrossate e carnose molto apprezzate in cucina, con una costa centrale bianca e, dopo la forzatura, foglie di un intenso colore rosso-violaceo. La zona storica di coltivazione, tutelata da marchio IGP dal 1996, comprende 24 comuni tra le province di Treviso, Venezia e Padova.
La semina o il trapianto in pieno campo avvengono indicativamente tra metà luglio e metà agosto, con le piantine acquistate dai vivai di fiducia secondo la tradizione locale. Molti coltivatori selezionano e riproducono semi propri, tramandati di famiglia in famiglia, per mantenere le caratteristiche varietali specifiche di ogni azienda.
Il terreno ideale è di medio impasto, ricco di azoto, non argilloso e ben drenante, per evitare marcescenze; il territorio trevigiano è naturalmente favorito dalle acque di risorgiva che scendono dalle Dolomiti, elemento fondamentale per la crescita. Con l'arrivo del freddo autunnale, la pianta viene raccolta con le radici e portata alla fase di forzatura.
La fase distintiva è la forzatura in vasche di acqua fredda per 10-15 giorni: la temperatura mite dell'acqua favorisce la ripresa vegetativa, ma l'assenza di luce impedisce la produzione di clorofilla, dando origine al colore rosso vinoso tipico e ammorbidendo le note amare. Segue la toelettatura finale, in cui si scarta la parte esterna del cespo (anche oltre il 70%) per ottenere il prodotto pronto alla vendita.
Le principali avversità sono i marciumi radicali in caso di terreni poco drenanti o ristagni idrici, oltre a oidio e peronospora sulle foglie in campo. Un terreno ben strutturato e privo di ghiaia, che potrebbe ostacolare lo sviluppo radicale, riduce sensibilmente questi rischi.
Ricco di sali minerali e vitamine, ha un sapore agrodolce distintivo, addolcito proprio dal processo di forzatura. È consumato prevalentemente cotto, protagonista di risotti, paste e contorni della tradizione veneta invernale, ma si presta anche a preparazioni crude in insalata.
| Valori nutrizionali medi (100 g) | |
|---|---|
| Energia | 13 kcal |
| Proteine | 1,4 g |
| Carboidrati | 1,7 g |
| Fibre | 1,5 g |
| Vitamina C | 6 mg |
| Potassio | 230 mg |