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Melone Francesino

Dietro un nome curioso come Francesino si nasconde una storia che parte da lontano: la varietà prende il nome da Francesino, un piccolo paese del Lazio dove, secondo la tradizione, questo melone sarebbe stato introdotto già nel XV secolo da missionari di ritorno dall'Asia. È chiamato anche melone cantalupo, e resta tuttora una delle tipologie più radicate nel territorio laziale, valorizzata soprattutto sui mercati di Roma e diffusa storicamente anche in Sicilia nelle coltivazioni più precoci.

Negli ultimi anni la tipologia francesino si è progressivamente diffusa anche in altre aree del Centro e Nord Italia, affiancandosi e in parte differenziandosi dal più classico melone retato: gli ibridi moderni di questo gruppo, quando uniscono una buona retatura alla tradizionale forma tondo-ovale con meridiani marcati, vengono spesso apprezzati proprio per il gusto elevato e la polpa più tenera e pastosa rispetto ai retati puri.

La pianta del Melone Francesino

Il Melone Francesino appartiene, come tutte le varietà di melone, alla specie Cucumis melo della famiglia delle Cucurbitacee. La pianta ha portamento strisciante, con fusti pelosi che si sviluppano rapidamente occupando ampie porzioni di terreno se non gestiti con cimatura, e foglie palmate di colore verde intenso.

Il frutto è tipicamente di forma tondo-ovale, con retatura che può essere presente in misura variabile a seconda della selezione, e un colore dell'epidermide che sotto la trama reticolata vira gradualmente dal verde al giallo con l'avanzare della maturazione. La polpa è di colore arancione intenso, molto profumata, con un peso medio del frutto tradizionale che si aggira attorno ai 1,2-2 kg, anche se negli ultimi anni si sono diffuse anche selezioni di pezzatura più contenuta, non superiore a 1,5 kg, pensate per rispondere alle esigenze della grande distribuzione e dei consumi familiari più ridotti.

Come seminare il Melone Francesino

La semina del Francesino segue le tempistiche classiche del melone estivo: da febbraio ad aprile in semenzaio riscaldato, per un trapianto in campo dopo circa un mese, quando le piantine hanno sviluppato la quarta foglia vera. Nelle regioni dal clima più mite, come la fascia costiera laziale sua terra d'origine, è possibile anche la semina diretta a fine primavera.

Le distanze consigliate restano quelle tipiche della coltura: 80-100 cm sulla fila e circa 150 cm tra le file, per garantire ai fusti striscianti lo spazio necessario a svilupparsi senza competizione eccessiva tra le piante. Il terreno ideale è di medio impasto, profondo, ben drenato e ricco di sostanza organica, in una posizione esposta il più possibile al sole pieno.

Come coltivare il Melone Francesino

Essendo una tipologia tradizionalmente coltivata anche in pieno campo nelle campagne laziali, il Francesino beneficia di una concimazione di fondo abbondante, con letame o compost ben maturo interrato prima dell'impianto. Va rispettata rigorosamente la rotazione colturale, evitando di ripetere la coltura sullo stesso appezzamento per almeno 4-5 anni, e non facendola seguire ad altre cucurbitacee.

Le selezioni ibride moderne di tipo francesino sono state selezionate anche per la tolleranza all'oidio, uno dei problemi fungini più diffusi su questa coltura, un vantaggio non trascurabile per chi coltiva in zone a rischio di forte umidità estiva. Come per le altre varietà di melone, si lasciano sviluppare 2-4 frutti per pianta, cimando il ramo produttivo per concentrare le risorse nutritive sulla qualità del frutto piuttosto che sulla crescita vegetativa.

Quali accorgimenti adottare per il Melone Francesino

La raccolta si effettua a scalare, generalmente tra giugno e settembre, quando il peduncolo comincia a screpolarsi e la scorza raggiunge la colorazione caratteristica della varietà. Il momento giusto per il taglio coincide anche con l'emanazione di un profumo intenso e dolce, particolarmente marcato in questa tipologia rispetto ad altre più neutre.

Il frutto va staccato lasciando alcuni centimetri di peduncolo, una pratica che aiuta a preservarne la qualità nei giorni immediatamente successivi alla raccolta. Va detto però che il Francesino, come la maggior parte dei meloni estivi profumati, non è pensato per la lunga conservazione: va consumato entro pochi giorni per apprezzarne appieno la dolcezza e l'aroma.

Malattie e parassiti del Melone Francesino

Il melone di tipo francesino, come le altre cucurbitacee coltivate in pieno campo, è esposto al rischio di funghi patogeni del terreno quali Fusarium e Pythium, che possono compromettere l'apparato radicale soprattutto in condizioni di ristagno idrico o rotazione colturale insufficiente. Per questo motivo negli ultimi anni si è diffuso l'uso di piante innestate su portinnesti resistenti, una pratica sempre più comune anche nella coltivazione amatoriale.

L'oidio resta l'altra minaccia principale, riconoscibile dalla tipica patina bianca polverosa sulle foglie: le selezioni ibride moderne di questa tipologia offrono generalmente una buona tolleranza a questo patogeno, ma resta comunque utile garantire una buona circolazione d'aria tra le piante ed evitare bagnature dirette del fogliame durante l'irrigazione.

Proprieta del Melone Francesino

Il Melone Francesino è, come tutte le varietà di melone, un frutto povero di calorie ma ricco di acqua e sali minerali, ideale per l'idratazione nei mesi più caldi. Contiene buone quantità di beta-carotene, responsabile del colore arancione della polpa e precursore della vitamina A, oltre a discrete quantità di vitamina C e potassio.

In cucina questa varietà viene apprezzata soprattutto per il suo sapore particolarmente dolce e profumato: l'abbinamento più classico resta quello con il prosciutto crudo, un contrasto dolce-salato che ne esalta le caratteristiche organolettiche, ma si presta altrettanto bene al consumo semplice come frutto fresco a fine pasto o nelle giornate estive più calde.

Valori nutrizionali del Melone Francesino (x 100 gr)

Ecco i valori nutrizionali medi del melone fresco per 100 grammi di parte edibile:

  • Calorie: 34 kcal
  • Proteine: 0.8 g
  • Grassi: 0.2 g
  • Carboidrati: 7.6 g
  • Fibre: 0.9 g
  • Vitamina C: 18 mg
  • Potassio: 267 mg