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L'asparago è un ortaggio appartenente alla famiglia delle liliacee. I primi a coltivarlo e a consumarlo furono gli egizi, si tratta di un ortaggio antico che risale a circa due mila anni fa. È un ortaggio molto tenero che ha bisogno di circa 24 mesi di coltivazione. Le varietà più comuni sono: l'asparago di Mezzano, l'asparago bianco di Bassano DOP e l'asparago di Badoere IGP.
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L'asparago (Asparagus officinalis) è una pianta erbacea perenne, coltivata da secoli per i suoi germogli teneri e carnosi, i turioni, raccolti prima che emergano completamente dal terreno. Appartiene alla famiglia delle Asparagaceae (un tempo classificata tra le Liliaceae, parente quindi di aglio, porro e cipolla) ed è probabilmente originario dell'area mediterranea, dove è coltivato fin dall'antichità.
Una volta lasciata crescere senza raccolta, la pianta sviluppa un fusto eretto che può superare il metro e mezzo di altezza, ramificato in sottili cladodi piumosi che ricordano foglie aghiformi. È una specie dioica, cioè con fiori maschili e femminili su piante distinte: le piante femminili, in estate, producono anche piccole bacche rosse.
Esistono diverse varietà, distinte principalmente per il colore dei turioni: verde (la più diffusa in Italia), bianco (ottenuto facendo crescere i turioni sotto terra, al buio, molto amato in Veneto e Nord Europa) e violetto, come il celebre asparago di Albenga, più dolce e con meno fibra.
La semina si effettua in semenzaio tra febbraio e marzo, in un substrato ricco e ben drenato, mantenendo temperature intorno ai 20°C per favorire la germinazione. Le giovani piantine (dette anche zampe quando hanno un anno di età) vengono poi trapiantate a dimora definitiva, tenendo conto che l'asparago è una coltura poliennale e l'aiuola resterà produttiva per molti anni.
Per l'impianto definitivo si scavano solchi profondi 40-50 cm, arricchiti con letame maturo o compost, distanziando le piante di 30-40 cm su file larghe circa un metro. Il terreno ideale è sciolto, sabbioso e ben drenato: i ristagni idrici sono il principale nemico delle radici carnose dell'asparago.
La raccolta dei turioni inizia solo dal terzo anno dall'impianto e si concentra tra aprile e giugno, per circa 50-60 giorni: oltre questo periodo è bene interrompere la raccolta per lasciare che la pianta accumuli riserve per l'anno successivo.
Per ottenere turioni bianchi occorre rincalzare la terra sopra i rizomi, impedendo alla luce di raggiungere i germogli e quindi la formazione di clorofilla. Una pacciamatura annuale e una concimazione di fondo a fine inverno aiutano a mantenere produttiva l'aiuola per 10-15 anni, la vita media di un'asparagiaia ben curata.
La crittogama più temuta è la ruggine dell'asparago, che colpisce i cladodi con pustole rossastre; si previene con una buona ventilazione tra le file ed evitando eccessi di azoto. Tra gli insetti, la criocera dell'asparago (un piccolo coleottero rosso e nero) è il parassita più comune, da monitorare soprattutto in primavera sui nuovi germogli.
L'asparago è un ortaggio ricco di acqua e fibre, con pochissime calorie, e deve il suo caratteristico effetto diuretico alla presenza di asparagina, un amminoacido che porta il suo stesso nome proprio perché isolato per la prima volta in questa pianta. Contiene inoltre folati, vitamina K e antiossidanti, rendendolo un alleato prezioso in una dieta equilibrata.